Chissà quanto spenderete per leggere 'ste righe col cellulare
15/08/2008
Un tempo si facevano le ferie di un paio di settimane, si spariva per un po’.
Poi si tornava abbronzati, bastava mettere una camicia bianca per fare rabbia al vicino con l’abbronzatura da ciclista della domenica.
Lo status-symbol delle ferie: era necessario far rodere chi non ci è andato – sia a Rapallo che alle Mauritius, non importa.
Arrivava il momento tanto atteso dal vacanziere quanto odiato da tutti gli altri: la temutissima serata della diapositiva.
Peggio di un funerale: si sparava un numero imprecisato di volte lo stesso granchio in scala 2:1 sul muro incrostato e coi chiodi (perchè si toglievano i quadri dal muro). I soliti problemi: le tende da tirare, la messa a fuoco ottenuta con qualche libro sotto i piedini, l’odore di polvere bruciata dalla lampadina incandescente.
Solitamente al buio si approfittava per farsi l’autopalpazione dei testicoli – controllando che non si fossero cubizzati o autoinceneriti dalla noia. Ma almeno si mangiava e beveva a scrocco: vabbè, dopo un po’ si passava alla creazione di diorami con i cetrioli fissati dagli stuzzicadenti – pur di non chiedersi perché un normodotato si sia sbattuto a fotografare lo stesso merdoso baobab per tutte quelle volte.
Ma almeno era questione di una sera – facilmente annegabile da un paio di gin tonic poco tonic.
Ora, invece, nel rutilante mondo dei blog e degli accrocchi sociali 2.0 si pretende di rompere i coglioni prima, durante e dopo le ferie. E senza cacciar fuori un cazzo di salatino.
Cosa mettere nella valigia. Che schifo di Wi-Fi all’aeroporto. La partenza, l’arrivo, il viaggio, i problemi, i posti belli e quelli brutti. Magari incontriamoci, dai. Signora mia, meglio vivere all’estero. Incontrare il figlio di mammà talmente bburino. Le foto caricate in tempo reale. Gli acquisti fatti. Niente è dimenticato.
Che vita grama quella del blogger. Deve essere più triste dello sguardo di un Basset Hound bastonato. Cercare una connessione a scrocco, aggiornare la propria posizione su Dopplr / Fire Eagle / Brightkite, spedire SMS a manciate su Twitter, dilapidarsi in connessioni per caricare una fottuta foto con l’aifon sperando solamente che la batteria regga ancora un po’. Solo per bullarsi di essere stati a Lignano Sabbiadoro.
E nessuno che ti si è cagato manco per errore, ovviamente.
Che belle vacanze di merda devono essere se la preoccupazione principale è quella di aggiornare un profilo sul web, eh.
Non chiedo un esoso Mojito.
Al rientro, cari miei, dovete però offrirmi un Campari col bianco – o almeno un Crodino.
Vaffanculo, me lo merito – ho sopportato tutto questo strazio per tutta l’estate.
[Foto di eio]
