La guerra del Doner kebāb su Facebook
21/07/2008
Con raccapriccio scopro che due gruppi stanno avendo un alterco a colpi delle locale polenta e osèi e dell’arabo kebap.Su Facebook.
Sì. Ripeto: su Facebook.
Lo screzio nasce dall’apertura di un punto vendita della carne arrostita in verticale nella centralissima quanto di passaggio Piazza Mercato delle Scarpe in Città Alta, nella padana Bergamo.
I seguaci di quello del dito medio (dato l’utilizzo massiccio suppongo sia l’unico arto che riesca a controllare correttamente dopo l’ictus) hanno aperto un gruppo sul megasito 2.0 per coordinare i gazebi di protesta contro l’apertura della imminente attività islamica nel borgo medioevale.
Roba vissuta alla stregua di breccia nelle mura da parte dei commercianti saraceni, o qualcosa del genere.
I simpatizzanti della carne tagliata con il Silk-épil hanno risposto con la creazione di un altro gruppo, ad oggi più numeroso.
Una lotta intestina nel sitone blu che - stando alle dichiarazioni - non è alimentata dalla xenofobia, ma da una reale preoccupazione dell’estetica della piazza in questione e della concorrenza verso gli altri negozianti.
Uh. Gli altri negozianti.
Quelli che fanno pagare una napoletanissima fetta di pizza d’asporto (buona, eh!) e una bottiglietta d’acqua qualcosa intorno ai 10 Euro - o che vendono magliette romanissime tipo “Versace ‘n’altro litro” rigorosamente Made in China.
Quelli no, quelli sono orobico-mediovali DOC.
