Scritto dalla Littizzetto sarebbe stato il successo dell'estate
(che non significa per forza un complimento)
Avevo promesso la recensione del libro, ieri l’ho finito.
Guia Soncini scrive bene, molto bene: solo il microcapitolo in cui spiega perché Han Solo prima di essere scarpettato nella carbonite dice “Lo so” al “Ti amo” della principessa Leyla val bene tutta la lettura.
Però mi sono torturato le gonadi per una settimana, eh.
Il problema sono io, sono un ometto.
Il tomo è un concentrato di luoghi comuni sui maschi - e solo su di loro - spiegati alla maniera economista di Alan Friedman ma in un idioma più comprensibile.
La classica lettura estiva a Bibione di quella che arriva alle 8 di mattina in spiaggia con una quantità imbarazzante di riviste di gossip, le unghie smaltate direttamente a Maranello e gli occhiali di D&G rimarchiati da qualche rimasuglio della Mivar.
Se fai la pipì in piedi lo finisci di leggere solo per quel malsano senso di morbosità tipo quando ti trovi davanti alla TV mentre c’è l’oroscopo. Sai benissimo che sparano solo una quantità abnorme di stronzate, ma si aspetta sempre il proprio segno per vedere se ci azzecca.
E poi il nulla totale.
Ripeto, lo stile c’è - ma solo quello. Ed è uno spreco immane.
Mi tocca aspettare il prossimo libro.
Avevo promesso la recensione del libro, ieri l’ho finito.
Guia Soncini scrive bene, molto bene: solo il microcapitolo in cui spiega perché Han Solo prima di essere scarpettato nella carbonite dice “Lo so” al “Ti amo” della principessa Leyla val bene tutta la lettura.
Però mi sono torturato le gonadi per una settimana, eh.
Il problema sono io, sono un ometto.
Il tomo è un concentrato di luoghi comuni sui maschi - e solo su di loro - spiegati alla maniera economista di Alan Friedman ma in un idioma più comprensibile.
La classica lettura estiva a Bibione di quella che arriva alle 8 di mattina in spiaggia con una quantità imbarazzante di riviste di gossip, le unghie smaltate direttamente a Maranello e gli occhiali di D&G rimarchiati da qualche rimasuglio della Mivar.
Se fai la pipì in piedi lo finisci di leggere solo per quel malsano senso di morbosità tipo quando ti trovi davanti alla TV mentre c’è l’oroscopo. Sai benissimo che sparano solo una quantità abnorme di stronzate, ma si aspetta sempre il proprio segno per vedere se ci azzecca.
E poi il nulla totale.
Ripeto, lo stile c’è - ma solo quello. Ed è uno spreco immane.
Mi tocca aspettare il prossimo libro.
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