Una solerte bibliotecaria mi ha telefonato orora per dirmi che il libro ordinato sull’Opac on-line è oggi arrivato.

Sì, ok. Non ho resistito.
Da qualche settimana mi è piombato in salotto il digitale terrestre, in mancanza della parabola.

Lo ammetto, ho scelto Berlusconi prima di Murdoch, meno assemblee condominiali con la tardovicina a litigare se mettere o non mettere la padella sul tetto. Un bel vantaggio, dopotutto.

Ora prendo (anche) TSI1, la TV svizzera italiana.

Sono esterrefatto: fanno una cosa che in TV non vedevo da tempo.
I film. 

No, non parlo di “Pretty Woman” e “Sister Act” su RaiUno, “Ghost” su Canale5 o “Una poltrona per due” su Italia1.

Nemmeno di Bud Spencer e Terence Hill su Rete4.

Parlo di film vari. Brutti, belli, moltissimi recenti o comunque più recenti rispetto ai tempi di messa in onda in patria.
Magari sconosciuti, non importa, anzi. A volte filmetti. Dettagli.
Un film quasi ogni sera.

Con una sola (o forse due) interruzioni sopportabili, diverse e non intrusive (con la pecca dei prezzi in Franchi Svizzeri, se ci fossero anche in Euro aumenterebbero i discorsi nazionalpopolari del caroprezzi italico davanti alla tivvù).

Senza pop-up commerciali nei film.

Si respira una sensazione di TV anni ‘80, dove i film in prima serata la facevano da padrona.
Dove non ci sono reality, solo qualche quiz dal sapore quasi amatoriale ma tutto sommato più vicino alla gente rispetto alla paresi facciale di Carlo Conti.
Tanti telefilm. Art Attack (e non dico altro!). Qualche programma in lingua romancia che fa tanto italiano all’estero quando accende la TV.

Purtroppo c’è anche Miss Svizzera, e non è una gara fra bovini. Evvabbè.

Devo solo pensare a quale numero del telecomando posso collegare questa scoperta.