Paul The Wine Guy
14 May 2008
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IT everywhere #30 - under CC by-nc-nd 2.0

IT everywhere #30 - under CC by-nc-nd 2.0

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Come per Schifani, si può sempre dire che è roba di 20 anni fa


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13 May 2008
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Stanno pensando anche alla carta intestata con Diddl

Il nostro amato Presidente scambia simpatici bigliettini galanti con due deputate.

Vabbè.
Quello che mi turba è che ha concluso “Molti baci a tutte e due !!!” (Sì, con tre punti esclamativi).

Mi chiedo perchè non si è firmato Silvio ‘36 XXX.



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12 May 2008
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Marco, resisti


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Prima o poi arriverà anche quello di Padre Pio

Ecco uno scam fresco-fresco, l’ennesima truffa cirillica in cui questo Levi Edwin si dimostra un genio del crimine:

Aiuta la Croce Rossa italiana

Ogni contributo и importante per poter intervenire con rapiditа ed efficienza in contesti di emergenza, a favore di migliaia di persone bisognose.

Se vuoi contribuire all’ azione della Croce Rossa Italiana, alle sue attivitа in Italia e all’estero e’ stata creata per l’occasione una Postepay avente il numero 4023 6004 5182 9156 intestata a LEVI EDWIN, dove и possibile versare il proprio contributo, attraverso il circuito delle Poste. Considerando un’offerta di 5 Euro il totale sarа di 6 Euro, (di cui1 Euro и il dazio alle Poste..)

L’unione fa la forza….

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9 May 2008
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E' ormai solo una differenza di media

Mi mettono tristezza.
Quei neri immigrati, vestiti con la canotta di Kobe Bryant e la catena della bicicletta al collo.
Quelli che sperano che qualcuno li confonda per afroamericani anziché più banalmente provenienti dal Ghana o dal Malawi.

Una questione di somiglianza, a costo di rinnegare il bubu batik multicolor in cambio di un paio di pantaloni troppo larghi, nella speranza di mimetizzarsi in un mondo che non li vuole.

Tali e quali a quei blogger che si fingono giornalisti.

Che smarkettano come i giornalisti, che presenziano come i giornalisti.

Le scimmiette addestrate con la nocciolina.
Non sono molti, ma hanno il loro peso.

Nel 2003 Mantellini scrisse del “perché i giornalisti odiano i blog”: a rileggerlo, dopo anni, ci si accorge di quanto è cambiato.

In soli 5 anni i blogger si sono perfettamente integrati nel rutilante mondo del giornalismo da 4 soldi: presenziano, ricevono comunicati stampa, patteggiano omaggi, vendono opinioni, si scambiano inviti, si organizzano fra loro.
Una piccola forza lavoro che si porta via a gratis o quasi.

La blogosfera italiana è – ipoteticamente - un meccanismo potenzialmente perfetto: in principio c’è la cricca del marketing, i PR, quelli che organizzano eventi e si fanno pagare dalle aziende per creare hype.

Gestiscono community, lusingano i blogger, sanno come ci si muove.
Condividono la loro commessa con tutti gli altri, selezionandoli per tipologia: ci sono i tecnologici, i politici, i tuttologi.

Hai un prodotto? Loro ti forniscono solo i migliori blogger selezionati, profilati, pronti per evangelizzare alla modica cifra di quattro tartine. Come il tonno a filetti.

Sono blogger anche loro, quelli del marketing. Sanno che ci si supporta, l’uno con l’altro, che non fa mai male scrivere bene di un altro blogger.
Come si dice, cane non mangia cane.

E poi ci sono quelli che ci sono sempre e comunque. Anche se non li si vuole, si auto-invitano.

Questi fanno parte del pacchetto promozionale, si tengono così.

Soldi? Zero. Si presenzia generalmente per un investimento futuro: qualche volta si riesce a fottere un gadget, o magari si riesce a fare una domanda ad un ex-vicepresidente degli Stati Uniti. Sono soddisfazioni.

A volte si riesce persino a finire in TV.
Orgoglio della mamma.

I blogger nel 2003 facevano di tutto pur di professare la totale estraneità con il mondo del giornalismo. Anzi. Si parlava di morte della professione, di un nuovo ordine del mondo dell’informazione. Qualcosa che arrivava dal basso. La voce del popolo, la controinformazione. Notizie di territorio, recensioni direttamente del consumatore.

Le notizie sui blog avevano preso credibilità, avevano convinto: le famose pecette di Macchianera, i blog che arrivavano prima dei giornali.

Dopo 5 anni tutto è cambiato: fateci caso. Alcuni hanno tentato la carriera televisiva. Altri hanno iniziato a scrivere sulla carta stampata. Certi invece hanno preferito la radio.

Certo, era fisiologico.
Ma è sintomatico che chi arriva a conquistare un altro media – anche solo per un minuto – diventa automaticamente un eroe per tutti gli altri.

Sono convinto che molti blogger italiani vorrebbero – in cuor loro – costituire un ordine come quello dei giornalisti. Per questi Grillo è solo un populista, e il V-Day contro lo stato dell’informazione italiana è solo un meschino attacco ai fratelli della carta stampata.

Eh, i fratelli dell’informazione tradizionale.
Anche loro sono diventati più amichevoli: basta non mettere la giacca che si ringiovanisce. Qualche vaffanculo, qualche provocazione. Sanno che si possono fare interi servizi aprendo la pagina dei più visti di YouTube. Gli articoli si sono fatti più brevi, digeribili, con il linguaggio del popolo. E con tante, tante opinioni.

Tutti omologati - blogger e giornalisti - perché è così che deve funzionare.
Come un milanese che si veste da africano.


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8 May 2008
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.. e Alvaro Vitali è stato contattato per Berlusconi

Oliver Stone (sì, quello di quello schifo di film di U-Turn) ha girato W. - dabliu, il film sulla vita del nostro amato presidente degli Stati Uniti.

Muccino, ti prego, datti da fare.



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7 May 2008
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Sono già terrorizzato

C’è stato il periodo d’oro delle sleevefaces, quelli con la copertina dell’LP davanti al muso.
Poi sono arrivati i gatti con gravi problemi di dislessia e i poster motivazionali.

Ora, le paure ataviche dovrebbero essere bandite da internet, chessò, tipo la quotidianità degli stormtrooper di Starwars o i porno con i fumetti della Pimpa o dei Barbapapà.

Stanno arrivando.

I bimbi con le facce da adulto. Stanotte non dormo.



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Corollario

Da qualche parte avevo scritto una mia personale regola: se uno o più blogger consigliano contemporanemente un prodotto di nicchia, al 99% c’è il markettone. 

Ho avuto la controprova: se un solo blogger ti consiglia a te - personalmente - un libro, quel libro sarà fantastico.

Paolo Nori - Bassotuba non c’è.

Un solo appunto. Eio scrive uguale-uguale a lui. Dovrei dire che gli rende omaggio, che fa più figo. Ma anche no. Quindi se comprate il libro disicrivetevi dal suo blog. E da quello di Stark. E da questo. Io vi ho avvisato, eh.

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6 May 2008
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Con meno plastica dell’originale

Con meno plastica dell&#8217;originale

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2 May 2008
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La calma è la virtù dei forti

Ieri ho visto AnnoZero. Mi chiedevo dove hanno trovato tutta la calma Travaglio e Santoro, perchè io al loro posto - con un incessante gnegnegnè - mi sarei avventato alla gola di Sgarbi come un cane idrofobo.
E per dirla alla Vauro sul finale: “Biagi è stato cacciato dalla RAI!

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Dopo tre sgrullate

Per i più pigri, sono nati gli shorts massaggia-pene.

Prime impressioni: 

  • Autonomia di 20 minuti (basta e avanza, ma quante batterie sprecate!);
  • Minimo quantitativo ordinabile: 500 pezzi;
  • Non è indicato se il tessuto è lavabile.

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30 April 2008
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Ma-Ma-Material Web

Google, quello delle ricerche facili, dalle interfacce pulite, quello del don’t-be-evil e dei pochi fronzoli. Proprio Google.

Oggi mi propone la skin pezzata di Dolce&Gabbana (che stile, il leopardo) o di Anne Geddes (sì, quella dei neonati ficcati in qualsiasi tubero). Di Bape o dei Coldplay. Ci sono anche gli sportivi tipo Troy Lee o Lance Armstrong. O di altri millemila artisti o presunti tali.

Jackie Chan? E Chuck Norris no?

Che brutta cosa, mi si è infrociato Google.


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29 April 2008
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Are You Experienced?

Stanno dibattendo se - nel pornazzo di 11 minuti che verrà messo in vendita a 39,95 dollari - il tipo tra due brunette è veramente Jimi Hendrix o un suo sosia.

Trattato come un Tommy Lee qualsiasi.



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